L'introduzione
del calendario egizio risale al 4244 a.C., si è
giunti alla sua origine dalla misurazione delle gallerie
della Piramide di Cheope dove, per ogni pollice di lunghezza,
corrisponde un anno di 360 giorni.
L'estensione è pari a 4800 pollici che indica
un periodo di 4800 anni.
Anche le incizioni sulle pareti dei corridoi segreti
confermano la funzione del calendario egizio.
Il periodo rappresentato nel calendario corrisponde
al XV secolo a.C., un antichissimo percorso astrologico
che comprende le
12 porte celesti, più precisamente
nel periodo di passaggio dell'era del Toro
(creazione) a quella dell'Ariete (osservazione).
Questo calendario egizio, solare e razionale, dei giorni
fausti e nefasti (giorni
buoni e cattivi) riportava le date delle feste e
degli avvenimenti più importanti della vita dei
mortali e ricordava i giorni della nascita degli dei.
Nel sacro calendario egizio, inoltre, ogni ora ed ogni
giorno era presieduto da una divinità che interveniva
nella vita quotidiana degli uomini.
Per indicare un giorno veniva segnalato l'anno del regno
del sovrano, il mese della stagione ed il giorno.
Nel calendario egizio, l'anno, era diviso in 12 mesi
di 30 giorni, ogni mese comprendeva 3 decani. Ogni quattro
mesi c'era una stagione:
Da ottobre a gennaio Akhet, la stagione
dell'inondazione.
Da febbraio a maggio Pert, la stagione
della germinazione.
Da giugno a settembre Shemu, la stagione
del calore.
Nel 2769 a.C., duranta la quarta dinastia, il saggio
Imhotep modificò il calendario egizio aggiungendo
5 giorni, i cosidetti giorni epagomenoi o Neter, nei
queli nascevano gli dei.
Nel primo giorno veniva festeggiata la nascita di Osiride,
nel secondo Horus, nel terzo Seth,
nel quarto Iside e nel quinto Nephthys.
I dodici mesi così suddivisi presero il nome
di anno vago dato che era 1/4 di giorno più corto
dell'anno vero.
Esisteva anche l'anno di Dio o anno fisso che corrispondeva
all'anno giuliano. L'anno vago coincideva con quello
fisso ogni 1460 anni.
Il primo giorno dell'anno fisso era il giorno che iniziava
con il levare eliaco di Sirio. Attraverso la determinazione
di questi due anni si è potuto ricavare la storia
delle dinastie faraoniche.
Nel 238 a.C. si migliorò il calendario egizio
con il "decreto di Canopo", ci fu l'introduzione
dell'anno bisestile, questa configurazione fu adottata
da Giulio Cesare nel 46 a.C. Nel 1582 ci furono altri
perfezionamenti a opera di Gregorio XIII che ricorsa
l'aspetto del nostro moderno almanacco.
L'anno egizio iniziava il giorno in cui Sirio sorgeva
al levar del sole. Fenomeno chiamato levarsi
eliaco della stella di Sirio combaciava con
la piena del Nilo.
L'anno egizio aveva 365 giorni e 6 ore, il suo inizio
tardava di un giorno ogni 4 anni. Affinchè l'anno
cosmico e l'anno ufficiale coincidessero bisognava attendere
1461 anni. Questo ritardo fece notare che l'estate del
calendario corrispondeva con la stagione invernale reale,
da qui nacque il nome di anno vago.
Il ciclo di 1461 anni prese l'appellativo di ciclo sotiaco
e permise di teorizzare un'altra data dell'originale
calendario: 2783 a.C. Teoria trovata nei Testi
delle Piramidi di Saqqara.
|